Mo ti spiego a papà come sono state le nostre vacanze (Cat. 6 Gli ospiti)

Anche se sei partito solo da qualche giorno per le vacanze una delle frasi ricorrenti al telefono è: “Ma quando venite? Dai qui c’è posto“.

Dopo la prima settimana, servita ad ambientarsi, sono arrivati i nostri ospiti: i nonni con zio Roma e zio Londra.

Che festa all’arrivo. DA1 e DA2 sono impazziti dalla gioia e anche noi eravamo molto felici. Finalmente qualcuno che ci desse un po’ il cambio nel tenerli a bada.

La nonna fiera dice: “Abbiamo portato qualcosina da mangiare”.

Dopo aver svuotato per un’ora la macchina, il nostro giardino sembrava un mercato ortofrutticolo, per non parlare di biscotti e merendine varie. Io ed MPS ci siamo guardati e sulle nostre teste c’era una sola scritta: “Ma quanto devono restare?”.

Il primo giorno passa in fretta tra entusiasmo e novità. Il secondo giorno ti godi il bello della famiglia riunita, specie se hai dei parenti che vivono lontano. Il terzo giorno cominci a sclerare.

Il nonno si alza alle 6 e comincia a schiacciare bottiglie di plastica, la nonna russa, DA1 e DA2 si svegliano alle 7:45 e vogliono immediatamente andare dagli zii che invece dormono fino alle 12 circa. Sul fuoco prima la pentola del sugo e poi quella del caffè. (Odio l’odore di cucinato a prima mattina). Summit per la cena. Nonno scomparso da circa due ore.

Finalmente scendiamo a mare dopo aver slegato DA1 e DA2 che a tutti i costi volevano giocare con gli zii.

Dopo qualche ora a mare (vedi post Mo ti spiego a papà come sono state le nostre vacanze. Cat.3 Al mare) compaiono zio Londra, bianco da far paura, e zio Roma con il suo costumetto elasticizzato. Ormai sono le 13 e noi saliamo tra i pianti dei bambini che vogliono ancora restare.

In cucina c’è il delirio ed MPS comincia ad avere i primi segni di cedimento: Schizzi di sugo ovunque, cucchiaini di caffè poggiati sul lavello, tavola della colazione ancora sporca e qualche t-shirt in giro sulle sedie. Aprire il frigo poi è un rischio. Se non fai attenzione potrebbe caderti tutto addosso e non si può comprare niente per i successivi 15 giorni.

Ci è voluta una settimana per ambientarsi e organizzare i ritmi con i bambini.

Sono bastati due giorni per distruggere tutto.

Una soluzione però c’è sempre. All’alba del terzo giorno i bambini vengono addestrati per la sveglia: DA1 mette le dita nel naso della nonna per non farla più russare, DA2 salta, a corpo morto, sugli zii ancora a letto. Per mezz’ora si sente solo: “Uà, Aia, Combatti, ohhhh, grrr, Bastaaa”. Finalmente una equa distribuzione dei carichi.

Conclusione: L’anno prossimo andiamo in Grecia così è un po’ lontano e siamo tutti più felici.

Basta comprare l’acqua in vetro e le bottiglie di plastica spariscono. Si aiuta l’ambiente e non ci si innervosisce per il rumore che fanno quando le schiacci.

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