Mo te lo spiego a papà una sera a cena

Ogni tanto bisogna concedersi qualcosa di bello e buono.
Preparo la tavola con quella tovaglia che sa di mare e quei piatti disegnati per noi da una ceramista di Ustica undici anni fa.
I bicchieri sono di un blu che quando ci versi il vino bianco sembra un fondale con le bollicine.

Il cartoccio si apre e appare una spigola con gamberi e frutti di mare.
Cin cin e buon appetito.
“Ma questo è l’occhio?”
“Si”
“E queste sono le ossa?”
“Il pesce non ha le ossa, si chiama lisca ed è come la colonna vertebrale che abbiano noi”
“A me no piace”
“A me si e lasciami mangiare…anzi fatti più in la perché se mi stai addosso non riesco a usare il coltello per pulirlo”.
“Questi sono i denti?”
“Si, ma sono piccoli e non fanno niente”
“Io li ammazzo i piranha”
“Bisogna fuggire quando si vedono”
“Ecco, bravi fuggite che non riusciamo a mangiare”  
“Io li sparo col fucile”
“E io fuggo”
“E io ti salvo” (amore fraterno)
“Mamma, caccaaaa”
Tempismo perfetto
Buon appetito e grazie

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