Mo te lo spiego a papà alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi cosa è successo

“Papà, ma cosa è successo?”
“E’ scoppiata una bomba”.
“Wàààà, una bomba gigante”.
“Daiii Ben Ten”.
“Aspettate sto vedendo una cosa importantissima”.
“Papà, ma quella è una scuola?”
“Si, una scuola come la tua, però lì ci vanno quelli più grandi”.
“Ma poi ci vado pure io quando mi faccio grande?”
“Si si “. 

“Ma perché c’è la polizia?”
“Perché è scoppiata una bomba veramente e per adesso una ragazzina è morta e altri sono feriti”.
“Uuuu e chi è stato?”
“Non si sa, ma sicuramente delle persone molto cattive che vogliono mettere paura a tutti”.
“Papà, ma i cattivi non sono andati a scuola?”
“Si sono andati, ma non hanno capito niente e hanno preferito un’altra scuola”.
“Perché quante scuole ci sono?”
“Di due tipi. Ci sono le scuole dove alleni la mente, impari la storia del tuo paese, conosci un sacco di gente e diventi GRANDE e poi ci sono le scuole dove invece alleni la mente a trovare il modo per fregare gli altri e controllarli, dove pensi che la violenza sia l’unico modo per comunicare con gli altri e dove impari che la vita non ha valore”.
“E che si diventa?”
Pezzi di merda!!! 
“Si diventa dei farabutti che bisogna sconfiggere”.
“E come li sconfiggiamo?”
“Non lo so a papà uffaaaa”.
“Io lo so. Li dobbiamo far andare a quella scuola dei GRANDI”.
“Si hai ragione, ma il problema è che ce ne sono sempre di meno”.
“E noi le costruiamo”.
“Si, amore mio le dobbiamo costruire. Dobbiamo costruire scuole fortissime così non le possono distruggere”.
“Papà guaddaaa piange”.
“Si a papà, sono i genitori e i fratelli di Melissa, la ragazzina che mentre stava andando a scuola è stata colpita dalla bomba insieme con le sue amiche”.
“Ma tu li conosci?”
“No, non li ho mai visti, ma sono dispiaciuto tantissimo perché sarebbe potuto capitare anche a noi e poi perché Melissa avrebbe potuto costruire una scuola fortissima ed invece non ha avuto il tempo”.
“Allora le dobbiamo costruire subito queste scuole”.
“Si, non c’è più tempo. Non possiamo rimandare a domani, dobbiamo farlo ora senza parlare troppo, senza delega, mettendoci la faccia, ma non quella di culo”.
“Papaaaaa, non si diceeee”.
“Scusa hai ragione, non si dice”. Ma quando ci vò ci vò.
“Papà, io voglio andare alla scuola dei grandi”.
Va bene, ma speriamo che se un giorno debba accadere qualcosa tu decida di fare filone, di bigiare, di saltare la scuola…perché si fa sempre in tempo a recuperare un giorno o un anno scolastico…ma una vita no.

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