C’era una volta il Sabato

“Papà ho fatto un brutto sogno, posso stare un po’ nel letto con voi?”
“Va bene però solo un poco”.
Alle 04:15 mi sveglio e, senza nessun tipo di riscaldamento, sollevo 25 kg in un solo colpo per riportare DA1 nel suo letto.

“Mamma ho freddo, posso stare vicino a te un poco?”
“Ma è una staffetta? Vi battete anche il cinque nel corridoio mentre uno va e l’altro viene?”
“Abbracciami ho tanto freddo”.
“Vieni qui dai che ti riscaldo io”.
Alle 07:30 mi sveglio col braccio bagnato per la pipì di DA2 e penso che sarà un lungo Sabato.

“Io voglio le patatine con la sorpresa”.
“Prima mangiamo e poi ora che andiamo al centro commerciale a fare la spesa le compriamo”.
Alle 16:00 tutti i clienti del supermercato si fermano ad ascoltare le grida di DA2 che ha deciso che vuole due cose.
Le urla sono strazianti e la figura di merda pure, ma avevamo pattuito una sola cosa buona visto che durante la mattinata ne avevano già ricevuta una. E poi DA2 ci prova sempre in tutti i modi ad alzare la posta.
Mentre cercavo di affermare l’autorevolezza vedevo facce disgustate di persone che per poco non chiamavano i Servizi Sociali. Per difendermi dalle occhiatacce dei genitori mi ripetevo la frase: “Tanto prima o poi pure tuo figlio si trasformerà come in un esorcismo”.
Ho anche provato a dire: ” Esci da questo corpo“, ma non ha funzionato.
Solo alle 18:00 si è avuta una tregua. Si una tregua perché il capriccio è sempre dietro l’angolo e più sei debole, più c’è il rischio che compaia. Un po’ come il fatto che si dice delle persone che vengono possedute.

“Vogliamo andare a casa di qualcuno?”
Anche io papà non voglio andare a casa. Andiamo da qualche parte’?”
“Bambini, ma fa freddo e poi chi volete che ci inviti. Siamo quattro e pure fastidiosi”.

Torniamo a casa con la promessa di un bagnetto caldo dopo aver fatto un paio di soste in qualche negozio, tanto per far vedere che siamo stati da qualche parte.

Dopo la schiuma, i giochi, gli schizzi ovunque e un quarto d’ora a cercare di farli uscire dall’acqua sono finalmente le 20:00.
DA1 sul letto si posiziona come ai blocchi di partenza per una finale Olimpica dei 100 mt dorso.
Lo stacco dal bordo è perentorio e l’atterraggio inevitabilmente è sulla fronte di DA2 che nello scontro si ferisce la lingua. Risultato: Ghiaccio sulla bocca e sulla testa + cazziatone a  DA1 che dopo 30 minuti di pianto, per quello che ha fatto, mostra la sua testa col bernoccolo. Risultato:Altro ghiaccio.

Ore 21:00 Finalmente dormono e finalmente Divano.

“Amore ti ricordi quando il Sabato ci svegliavamo alle 19:00 e poi uscivamo con la moto?”
“Mamma mia che bello!”
“Ma quanto tempo è passato?”
“5 anni. No 50, ma solo 5 anni”.
“Ma che ora è?”
“Le 21:15”.
“Vuoi uscire con la moto?”
“No, è che mi sembra mezzanotte”.
“Non ti preoccupare, è il divano che fa questo effetto”.
“Maledetto divano dei ricordi”. 

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2 comments

  1. ReplyElio

    Sei proprio bravo!!!
    io lo so (ci conosciamo da tanto tempo, sono 50 anni o poco più di 5?)
    Ti basta un piccolo spunto per farci volare anche noi con te, che sia un tappeto magico o solo un divano dove sprofondarsi la sera esausti.
    Ciao Elio

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