I regali unici hanno sempre una storia da raccontare

“Papà, ma quanti regali ha avuto mamma per la sua festa?”
“Tanti, proprio come te”.
“E qual è quello più bello?”
“Il mio anello sicuramente, ma anche la borsa che le ha regalato zio Paolo e zio Danilo”.
“Perché?”
“Sono dei pezzi unici che racchiudono una storia“.
“Me la racconti la storia?”

“C’era un volta in fondo al mare, nascosto in una fessura di uno scoglio, un piccolo polpo che sulla testa aveva dei puntini rossi e per questo non riusciva bene a mimetizzarsi. Non gli restava che nascondersi perché altrimenti sarebbe diventato presto il pasto di una grande cernia.
Un giorno fu catturato da un giovane pescatore che vedendo la sua particolarità decise di metterlo nell’acquario di casa sua.
La fidanzata del giovane restava ore con la faccia appoggiata sul vetro ammirando quella bellezza. Diceva di sentirsi attratta da quegli occhi che brillavano. Il giovane decise di immortalare il polpo in un disegno per poter realizzare un anello con quelle forme.
Dopo molti giorni di lavoro riuscì a realizzare un anello per la sua ragazza incastonando pietre preziose al posto degli occhi e dei puntini rossi. Fu un successo perché da un polpo unico nacque un anello unico che sancì il loro amore prezioso…e unico”.
“Papà, ma sei tu quel ragazzo?”
“No, io sono solo quello che ha finanziato l’operazione”.
“E la storia della borsa?”

“C’era una volta una bambina di nome Paula Cademartori che aveva una pappagallo dispettoso perché, ogni volta che gli mostrava le sue borse, rispondeva che erano brutte. Paula amava giocare con le borse e ne costruiva di tutti i modelli, ma la risposta del pennuto dalla voce graffiante era sempre la stessa.
Un giorno, all’ennesimo rifiuto, Paula prese il suo aramacao e lo infilò dentro una delle sue borse dicendogli che in quel modo sarebbe stato zitto di sicuro. Nella lotta per infilarlo dentro alcune penne colorate finirono per attaccarsi alla nuova borsa che aveva ancora dei residui di colla.
Le venne in mente che, forse per far cambiare idea al suo pappagallo, avrebbe dovuto usare il colore e così trasformò tutte le sue creazioni dandogli quel tocco di vivacità tipico della sua terra, il Brasile”.
“Papà, ma che fine ha fatto l’aramacao?”
“Beh, adesso è l’addetto ai colori delle borse. Questi li ha scelti proprio lui e guai a chi non lo sta a sentire”.

P.S. Mi scuso con gli diretti interessati, ma una spiegazione ai bambini si deve pur dare.
P.S.2 Oggi finisce la settimana di festeggiamenti per il compleanno di MPS e di DA2. Meno male

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *