5 cose da sapere sulla testa dei bambini

Il libro sul corpo umano che circola da qualche giorno a casa mia spiega delle cose davvero interessanti e i bambini si sono davvero appassionati allo studio dell’anatomia.
Le continue letture, però, mi hanno fatto riflettere sul fatto che mancano alcune informazioni importanti e per questo, in stile Wikipedia, anzi Wikitomia, vorrei aggiungerne alcune partendo da un organo principale, la testa.
1) I bambini hanno la capa tosta.
Vi è mai capitato di fare testa contro testa con un bambino? Secondo me gli viene donata come arma di difesa poiché, a quell’età, non ha altri mezzi a disposizione. La cosa bella è che loro non si fanno mai male. La tipica capata è quella che va dal basso verso l’alto, in direzione del tuo mento. Il dolore che ne consegue è dato dalla somma dello scontro più quello di essersi morsicato la lingua. Che poi quest’ultima azione è una fortuna perché se in quel momento una persona potesse parlare direbbe svariate imprecazioni (anche se si tratta del proprio figlio) al limite del lecito.


2) La testa dei bambini è direzionata verso le parti basse.
Questo fatto è scientifico perché se il bambino nasce attraverso la vagina allora è legato, per natura, a quella zona. La testa ha un neurotrasmettitore che la indirizza verso quella direzione. Il problema, però, è che il segnale non è codificato per genere per cui il bambino si direziona sia verso il papà che la mamma.
A questo punto la scena di uomini che affettuosamente hanno una mano sulla testa del figlio e una sui “gioielli”, per lenire il dolore, è abbastanza comune.

3) La testa dei bambini è di gomma.
Se il materiale utilizzato per costruire le teste dei bambini non fosse la gomma allora per legge, questi ultimi, dovrebbero indossare un casco protettivo in ogni momento. La mia affermazione è dettata dal fatto che è praticamente impossibile sopportare alcuni tipi di urti. Proprio qualche giorno fa DA1 correva lungo il grosso ballatoio di un palazzo e voltandosi all’indietro alla ricerca del fratello, ma non rallentando, sbatteva la testa contro un muro che esiste da almeno 60 anni. Al di la dello spavento e di un po’ di ghiaccio cautelativo la testa non presentava particolari ferite, ma soltanto un piccolo avvallamento, in virtù del materiale gommoso con cui è realizzata.

4) La testa dei bambini è un luogo sacro.
Il bacio ad un bambino, nove volte su dieci, viene dato in testa. E’ un gesto di protezione, di amore, ma anche di venerazione. Ogni volta che compio questo gesto mi viene in mente il prete che, durante una fase della messa, bacia l’altare e poi si inginocchia. La testa di un bambino non può che essere adorata e rispettata. Che poi sia dura come il marmo dell’altare questa è una coincidenza dovuta alla metafora e non contiene alcunché di ironico.

5) La testa di un bambino non è un vaso da riempire.
Quest’ultima affermazione non ha un carattere scientifico come le precedenti, ma è frutto di una mia considerazione per cui potete anche dissentire.
La testa di mio figlio non è un vaso vuoto che devo riempire in quanto genitore. Per tanto passargli nozioni senza che lui ne abbia esperienza, informarlo di cose che può soltanto ripetere alle feste per la gioia dei grandi e trasformarlo in un piccolo uomo saccente senza essere sollecitato alla curiosità, all’osservazione e alla deduzione per me è una cosa da non fare. Preferisco avere un figlio con qualche nozione in meno, ma che sappia essere fantasioso e creativo. Mi piace provare a stimolare la sua testa ad un pensiero divergente (lo diceva Rodari a proposito della creatività, mica io!), voglio bussare a quel vaso con le nocche della mano quando sarà distratto e non reattivo per chiedergli: “Pronto, McFly, c’è nessuno in casa?
Magari la battuta non è pertinente, ma vista la mia testa, il Ritorno al futuro ha preso il sopravvento.

P.S. A proposito di testa, speriamo che i miei figli non abbiano preso la mia, ma solo quella della mamma. Quella testa è un vaso col cuore dentro. Ad avercela.

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