Le armi (nel gioco): Divieto o consenso?

“Bambini, da oggi sono vietate le armi”. Bambini che giocano alla guerra

“E non possiamo più giocare?”

“Mi dispiace, ma non è più possibile utilizzare pistole, fucili, bombe a mano e kalashnikov”.

“Papà, ma come l’ammazzo a mio fratello?”

“Ti devi arrangiare”.

“Ma lo posso insultare?”

“Beh sì. L’insulto non ha bisogno di regolamentazioni”.

“E i calci e i pugni?”

“Mi sembra di sì. Nella circolare che è passata si parlava solo di armi da fuoco”.

“Papà, però noi facevamo finta”.

“Lo so, ma sono convinti che a furia di fare finta uno poi vuole sparare davvero con le pistole vere”.

“Ma non è vero. Tu da piccolo non giocavi con le pistole?”

“Sì, io ho sempre combattuto nel Far West”.

“E mica hai ammazzato degli Indiani veramente?”

“No e neanche ne ho voglia. Anzi mi piacerebbe proprio fumare con loro un calumet della pace“.

“Ma se gioco a fare il poliziotto le posso usare le armi?”

“Neanche, forse soltanto i manganelli”.

“Perché?”

“Te l’ho detto, non è un’arma da fuoco”.

“Allora non posso usare neanche la mia arma segreta?”

“E qual è?”

“La puzzetta ammazzattutto”.

“Beh, per le armi di distruzione di massa non se ne parla proprio”.

2 comments

  1. ReplyLuca

    Giusto ieri ho scritto qualcosa riguardo le pistole e i bambini. Non so, forse è vero che da piccoli noi ci si giocava tranquillamente, ma oggigiorno quello di “scoraggiare” giochi con le armi mi pare una buona cosa. Saluti


  2. Author
    ReplyFrancesco Uccello

    Luca a me è venuto in mente scrivere di armi per la notizia del divieto sui set cinematografici, anche se ora leggo che è stata rettificata la decisione di Alfano.
    In effetti anche io sono cresciuto a pane e fucile da cowboy, ma non per questo sono un terrorista.
    Se devo scegliere comunque preferisco una bella pistola di plastica che un gioco di guerra sul tablet o alla Play Station.
    Grazie sempre per i tuoi commenti

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