L’Amiibo è come un amico

“Papà, dai accendi la WiiU, collegala alla tv, schiaccia qui, gira di là, premi due volte il tasto A, tocca il gamepad, no torna indietro”.Amiibo Luigi

La prima mezz’ora, trascorsa a conoscere il nostro nuovo gioco digitale, è stata un inferno.

I bambini non leggono e pensano di conoscere già tutto solo per il fatto di essere nativi digitali.

Non è che io sia uno che le istruzioni di qualsiasi cosa le segue pedissequamente, ma se ti viene chiesto di aspettare oppure di premere un tasto anziché un altro un motivo ci sarà.

“Papà giochiamo con Super Smash Bros. E’ il gioco di Mario Bros che combatte”.

“Ma non faceva l’idraulico?”

Il primo combattimento è stato nel prenderci qualche minuto per leggere i vari comandi. Le minacce di non farli giocare sono servite e così io leggevo e loro memorizzavano.

“Papà, ma a che servono questi personaggi? Come si utilizzano?

“Si chiamano Amiibo e sono dei personaggi statuetta che vanno messi sul sensore che si trova sul gamepad in modo da aumentare le loro capacità”.

“Ma il mio ha solo un po’ di velocità in più ora. Come faccio a farlo diventare fortissimo?”

 

L’Amiibo è come un amico e te ne devi prendere cura. Ad esempio se lo porti con te a casa di Ruggero, che ha lo stesso gioco, lui aumenterà le sue capacità. L’Amiibo è furbo perché impara le tattiche dagli avversari più forti e così al momento opportuno le utilizza per te. Insomma più giochi con lui e più aumentano le cose che potrete fare insieme contro gli avversari”. 

“Papà, allora combatti”. 

Per un pomeriggio non ci siamo rotolati a terra a fare la lotta come il più classico dei giochi, ma ci siamo confrontati attraverso i nostri personaggi statuetta ed è stato divertente perché se è vero che alcuni giochi non tramontano mai ce ne sono altri che però hanno il dovere di essere conosciuti e fatti insieme con i figli. 

Ora vado che mi ha chiamato il mio Amiibo e mi ha chiesto se lo porto a giocare a casa di Ruggero. Sì, è l’amico di mio figlio, ma anche lui ha un papà e gli ho detto che lo voglio sfidare.

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