Mi sento in colpa a papà

Mi sento in colpa, come non mi sono sentito mai e non si può tornare indietro nel tempo.parents with son in bed - 30.07.2010

Mio figlio, in un tema sulla mamma, ha scritto molte belle cose, ma poi, quasi sul finale, una frase amara: “Io tanto tempo fa facevo pipì a letto perché volevo stare con la mia mamma”.

Piangete pure, piangete. Io l’ho fatto perché la colpa è mia.

Non ho mai voluto più di tanto che i miei figli stessero tutta la notte a letto con noi perché dormivamo tutti male. Io mi svegliavo in continuazione per i calci e mia moglie MPS la mattina era uno straccio. I nostri due maschi, che esili non sono, hanno 15 mesi di differenza e ad un certo punto il lettone rischiava di diventare un incrocio pericoloso dove bisogna stare attenti a calci nelle parti basse, manate sul naso e testate sul labbro.

Lo so che mi sto ancora giustificando, ma qualche anno fa i miei figli di notte continuavano a fare quello che facevano di giorno. I maschi sono irrequieti, almeno i miei.

Ma passiamo al senso di colpa.

Sapere che la pipì al letto può essere un segnale per richiamare l’attenzione è facile, ma capire cosa voglia dire quel gesto, specie se è rivolto a te, non è semplice. Esiste uno specialista che legge i fondi dei pannolini in modo da sapere cosa ci riserva il futuro?

All’epoca ho pensato che fosse normale, all’inizio i bambini lo fanno perché non riescono ancora a controllare lo stimolo, poi la cosa è continuata anche quando abbiamo aumentato le volte del co-sleeping. Svegliarsi alle due di notte bagnato non è la cosa più bella dell’essere padre, anche se la pipì dei bambini è santa.

Dover cambiare in piena notte le lenzuola, i pigiami e tutto il resto, specie quando è inverno, è una prova dura. Per un periodo abbiamo dormito anche con la traversa sotto le lenzuola. Vi assicuro che era la cosa più fastidiosa, peggio di un piede in faccia.

E’ vero mi sto giustificando ancora, forse dovevo ascoltare tutti gli scienziati favorevoli al co-sleeping oppure imitare i tanti papà che per fare spazio ai figli vanno a dormire sul divano. Io la risposta giusta non la conoscevo allora e neanche ora.

Perché mi sento in colpa?

Perché all’inizio mi sentivo un padre inadeguato e per questo spesso nervoso con tutta la famiglia. Il letto era per me un luogo dove riposare il corpo e la mente dalla fatica. Quale fatica? Quella di combattere con me stesso, quella di dovermi scontrare con i miei sentimenti contrastanti.

Un figlio questo lo sa, lo avverte e per paura mette in campo una serie di azioni che ti mettono ancora di più alla prova.

Sì, perché quella pipì voleva dire: “Papà, se non sopporti che faccia pipi a letto, se non vuoi tenermi con te anche bagnato allora vai pure che non abbiamo bisogno di te. A noi serve uno forte su cui poggiarci, non certo uno che si innervosisce per qualche mese di pipì”.

I bambini sanno cogliere nel segno quando vogliono e a volte lo fanno a distanza di tempo. Questa cosa lascia basiti perché pensi sempre che tutto sia andato per il meglio, quando poi ad un certo punto se ne escono con una frase o una constatazione che ti fa crollare tutte le certezze.

A questo punto mi senti di dire solo questo:

Scusa a papà, lo so che è stata dura. I momenti di difficoltà vengono anche ai grandi e quella volta ne hai pagato un po’ le conseguenze. E’ come quando io o la mamma abbiamo una giornata storta e ad ogni minima cosa ce la prendiamo con voi. Pensa che le donne se la prendono con gli uomini per una cosa che gli capita mediamente ogni 28 giorni e di cui non sono certo gli artefici. Capita, ma non per questo non ci vogliamo bene. Spero proprio che io sia sempre il tuo mito. A otto anni non potrebbe essere il contrario. E poi nel tema hai detto che la pipì a letto la facevi perché volevi stare con la mamma, mica col papà? Tra di noi tutto bene, vero ometto? Ti amo ricordalo sempre”.

7 comments

  1. ReplyElisheba

    Ciao,
    Io credo che il senso di colpa nasca insieme al bambino. Come fosse un servizio automatico. Tu spingi e spingi e sguscia fuori testa, spalle, culetto, piedi, placenta e senso di colpa.
    Sei un papà super. Di errori uno ne fa mille, sarebbe bello tornare indietro e correre ai ripari di tutte le cose sbagliate. Ma esiste solo in ritorno al futuro.
    Per condividere il mio senso di colpa dico: il giorno della recita non ci sarò. Su 150 bambini, la mia sarà l’unica che non troverà il mio sorriso ebete a guardarla. Le altre 149 mamme saranno lì. Io sono al lavoro. Sì, ci saranno papà, sorella, nonni, ma io no. Tutti chiederanno a mio marito se ho una terribile malattia o come mai non sono alla recita. E lui risponderà che ero di turno e ai miei malati serve qualcuno. E tutti, anzi tutte, diranno “ooooh, povera” non si sa se riferito a me o alla mia bimba. Quando invece alla recita metà dei papà non ci saranno. Anche loro al lavoro. Magari con me. Però è diverso. Direbbero le mamme presenti. Il papà è un’altra cosa. E qui mi viene il nervoso. Perché un papà che non c’è è bravo e bello, mentre una mamma assente per lavoro è degenere? E sai cosa mi fa più incavolare? Che sono le altre mamme a pensarlo. I papà presenti non si pongono nessuna domanda. Pensano solo alla recita del loro bambino.
    Scusa lo sfogo, ma ho un senso di colpa così grande che ha la targa.
    Evviva i papà.
    Elisheba

  2. Replyerounabravamamma

    dai dai io ho mancato alla recita natalizia in cui mio figlio che è anche biondissimo era vestito da angelo e insomma sembrava un angelo circonfuso di luce. e non perché dovessi assistere dei malati, no! perché ho sbagliato orario. e l’ho fatto sbagliare pure al mio compagno. siamo arrivati tardi e ce lo siamo persi ma amen, lui ci vuole bene lo stesso. poche storie ragazzi. francesco sei fichissimo nella foto qui sopra e pure tua moglie. tuo figlio devo dire non sapevo fosse biondo!


    1. Author
      ReplyFrancesco Uccello

      Paola, non ci vediamo da un po’ e intanto a mio figlio sono spuntati i capelli biondi e a mia moglie gli occhi azzurri. Cose che capitano a frequentare un papà figo come me. 🙂

  3. Replydaniele

    Caro Francesco,
    che bello questo tuo pezzo. Il nostro Cosimo, che ora ha due anni e otto mesi, dorme ancora con noi, e io mi faccio i sensi di colpa preventivi: sarà giusto tenerlo nel lettone? Non è che poi diventerà più difficile per lui addormentarsi e dormire bene? Si, ho letto un po’ di roba sul cosleeping, tutta molto rassicurante, anzi. Ma, vedi, la mia situazione è esattamente uguale alla tua, solo speculare. Perché il fatto che Cosimo dorma con noi in fondo potrebbe essere il risultato di un desiderio egoistico: ci piace tantissimo sentircelo addosso, la notte… 😉


    1. Author
      ReplyFrancesco Uccello

      Daniele, mandalo via, con amore, ma mandalo via. I bambini sono sereni pure se dormono da soli. Io sono per l’equilibrio. Qualche volta con noi, ma qualche volta (spesso) da soli. Non entro nel merito dell’egoismo perché anche il mio potrebbe essere un ragionamento egoistico per il fatto che voglio riposare e stare tranquillo. Insomma, una regola non esiste, ma il cosleeping fisso e a tutti i costi per rassicurare il bambino mi sa di ragionamento vegano. Ma questa è un’altra storia.

  4. Replydaniele

    Caro Francesco,
    in realtà non dorme con noi per rassicurarsi, siamo noi (almeno io) a sentirci bene con lui. Andrà, senza forzare ma andrà 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *