Al secondogenito gli va sempre di culo

A voi capita che il secondogenito riesca a fare ed ottenere le cose sempre in maniera più semplice rispetto al primogenito?

Ricapitoliamo:

Finale del torneo di calcetto qui a Ustica dove siamo da un po’ di tempo.

Le squadre che si affrontano annoverano tra i loro titolari il mediano di spinta DA1, infaticabile corridore che insegue la palla in tutte le parti del campo, e l’arcigno difensore DA2 che dall’alto dei suoi 6 anni e mezzo non ha paura di contrastare possenti ragazzini di 11 anni. “L’un contro l’altro armato..” diceva Manzoni nel Il cinque Maggio anche se parlava di due secoli e non di due fratelli avversari in una finale di calcio.

11737872_10206312323119558_4518013684092084598_nLa partita finisce in pareggio anche dopo i tempi supplementari e così inizia la famosa lotteria dei rigori. Tirano tutti a oltranza, quando ad un certo punto mancano solo “i picciriddi”. Gli Uccello’s brothers (manco fossero i fratelli Cannavaro o Baresi o per le giovani leve gli Insigne) sono i più piccoli perché l’età media è dieci anni.

Sul dischetto del rigore va prima DA1 che di fronte a sé, come portiere,  ha un ragazzino di 12 anni, alto quanto uno dei pali e nuova promessa del calcio Usticese. Se questa non è sfortuna allora ditemi voi. Insomma come neanche un professionista farebbe  si aggiusta la palla sul dischetto, prende la rincorsa e tira col collo del piede un calcio che fa piegare il pallone: il miglior tiro degli ultimi sette anni e mezzo della sua vita. La palla corre veloce verso l’angolo alto della porta mentre tutti sugli spalti, in silenzio,  ascoltano soltanto il rumore del vento che viene tagliato dalla rotazione della sfera di cuoio. Tutto si fende al suo passare, ma non le mani del gigante portiere dodicenne: parata.

Ora tocca a DA2 che indossa una casacca così lunga che gli arriva al ginocchio.

finale ai rigoriPer l’occasione ci sono anche i nonni. La famiglia si guarda e si stringe in un sol pensiero: Speriamo che non segni perché la sua autostima è già alle stelle. DA2 è un bambino che sa sempre tutto, una specie di maestro (come lo definisce il nonno), uno scaltro con la faccia furba che sa quando è il momento di defilarsi, ma anche quando di essere più veloce del fratello nel cogliere una occasione. DA2 è uno che non si lamenta, cosa che lascia fare al fratello, ma agisce per ottenere anche con la prepotenza quello che vuole. DA2 spinge, imbroglia se è necessario, grida, si sbatte e insulta anche se gioca a carte UNO col fratello.

Nonostante la poca differenza tra i due (solo 15 mesi) il peso del fratello maggiore DA1 lo porta tutto sulle spalle. E’ colpa nostra sicuramente perché ha interiorizzato quegli iniziali anni difficili del mestiere di genitore (non che adesso sia facile, ma sfido chiunque a non essere stato attento e ansioso col primo figlio e meno col secondo) e poi perché un carattere differente gli hanno donato una reazione diversa a tutto quello che accade intorno (fratello compreso).

DA2 prende la palla e la posiziona sul dischetto del rigore. Una breve rincorsa per un tiro che è una mezza papera. Il pallone corre lento verso la base del palo mentre il portiere avversario, una pippa che più pippa non si può, si getta nel senso opposto: Goal cazzo!

“A signato o picciriddu” gridano gli isolani e i restanti Siciliani presenti al torneo. DA2 corre felice per tutto il campo, portato poi in spalla come Santa Rosalia a Palermo. DA1 si dispera e piange come neanche Higuain ha fatto alla finale della Coppa America quando ha lanciato alle stelle il suo rigore.

Piango: per fortuna abbiamo due occhi, uno che lacrima di gioia per DA2 e uno che lacrima di rabbia per DA1.

P.S: Meno male che non ho un terzo figlio altrimenti non so come avrei fatto.coppa torneo

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