O’ microchip…a papà

Anche Stefano Bollani dice: “A papà”. neonato con micorchip

Avete ascoltato la traccia Microchip del suo nuovo album “Arrivano gli alieni”?

Il suo piano mescola note dissonanti e questa cosa fa salire l’ansia pure a me. Anche io sono un padre che quando non ha i figli sotto controllo un po’ si preoccupa. 

Questa estate, la sera, li abbiamo spesso lasciati liberi di poter giocare con gli amici del paese dove eravamo in vacanza. All’inizio ho faticato, ma poi la situazione protetta e il fatto che tutti ci conoscevano ha alleggerito la cosa. Certo il giorno in cui mi hanno chiamato di corsa perché mio figlio era caduto rompendosi il polso ho maledetto la libertà concessa e mi sono incolpato di non essere stato lì a vigilare. Forse gli avrei potuto dire di non correre sulle scale.

Bollani dice: “I figli se ne vanno accà e allà. Chi li controlla?”. 

Più cresceranno più andranno in giro per il mondo ed io già penso a quanto questa cosa mi fare stare in ansia perché “fuori ci sono figli di ntrocchia”.

Ma un genitore la trova sempre una soluzione per i suoi figli, per poterli proteggere ed essere tranquillo. “Ho trovato un bello ritrovato: un microchip che messo in testa manda un bip. Ora si mangia bip, ora si studia bip, ora si dorme bip”.

Mi sembra una fantastica idea, perché non ci ho pensato prima? 

Bollani sintetizza perfettamente il mio pensiero dicendo al figlio Salvatore: “Non è che ti vogliono tutti bene come mammà e papà. Il mondo è cattivo, sono tutti perversi. E poi stavi sballato con gli orari, col microchip non ti devi preoccupare degli orari, te lo ricorda lui. E poi ce l’hanno anche i tuoi compagni a scuola, anche se si vergognano”.

A volte penso di dargli uno smartphone per poter parlare con loro in ogni momento, poi penso che sia una esagerazione. Ho fatto tante esperienze, viaggiato tanto e la mia mente, maledizione, non può reagire a questa cosa in maniera cieca e ossessiva. Bisogna avere fiducia nei figli altrimenti non crescono, non si emancipano. E poi prima come facevano? 

Però se Bollani, che è uno che ha girato, studiato, suonato con i migliori musicisti del mondo e fatto una trasmissione fantastica su RAI 3 che si chiamava “Sostiene Bollani”, è preoccupato al punto di voler mettere un microchip in testa al figlio allora un fondo di verità ci sarà.

La tecnologia è per il nostro bene o no?

1 comment

  1. Replysebastiano

    Una bella analisi.
    Però dalla tua riflessione finale mi sembra che non hai colto l’ironia nelle battute finali.
    Infatti quando Bollani canta: “o microchip, t’o miett’ ncapa, o microchip” , il “t’o miett’ ‘ncapa” non significa letteralmente lo metti in testa, ma è un’espressione napoletana che indica proprio il contrario, in chiave ironica.
    Cioè quella frase in italiano potrebbe tradursi come “te lo metti a quel posto il microchip” oppure “te lo metti a culo il micorchip”
    Quindi in realtà la preoccupazione di Bollani non è per i figli, ma è proprio per la tecnologia che sta diventando sempre più invasiva. Tanto da arrivare a questo microchip, che in pratica elimina il piacere della scoperta, ma soprattutto limita la crescita (intellettuale) dei proprio figli. Come scrivi tu nell’articolo.

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