Bambini in tv solo se eccezionali e precoci.

“Papà, hai visto quel bambino che piatti che sa cucinare?”

“Dove?”

“In Masterchef Junior”.

“Io non ti farei mai avvicinare ai fornelli, saresti capace di incendiare casa”.

“Ma quello è un bambino eccezionale”.

“Che vuoi dire?”

“Che sa fare delle cose straordinarie, altrimenti non lo facevano mica andare in tv”.

“Ancora non capisco”.

“Papà, è come quel bambino, nel programma “Little Big Kids”, che a tre anni riesce a indovinare marca e modello di ogni auto”.

“Ho capito, il programma di Gerry Scotti dove c’è stato un bambino di quattro anni che ha spostato, con la sua super forza, un’auto guidata da Mike Tyson, ospite della serata”.

“Sì, sono tutti bambini straordinari”.

“E precoci, direi”.

“Anche io voglio diventare straordinario”.

“FERMI TUTTI. Che ti sei messo in testa?”

“Niente. Che mi devo mettere, il cappello da chef?”

Io sono dell’idea che i bambini debbano fare i bambini, sempre. Non mi piacciono quelli che scimmiottano gli adulti né tanto meno quando questi ultimi riconoscono l’essere precoce ed eccezionale come un valore universale. Così si rischia di dare spazio solo a chi ha qualcosa da dimostrare, a chi sa stupire, dimenticando tutti gli altri.

Altro che programma tv, qui ogni tanto ci vorrebbe qualcosa simile a quella cassetta che si inseriva nel videoregistratore per pulire le testine oppure un programma che per qualche minuto invii segnali puliti al nostro cervello, una specie di ammorbidente o prodotto per disinfettare in modo da non correre il rischio che si pensi che gli obiettivi da raggiungere siano vincere “Masterchef Junior”, “Kid’s Got Talent”, “Ti lascio una canzone” oppure trovare un modo per essere famosi facendo cose fuori dal comune.

In questo modo rischiamo di sporcare il pensiero dei bambini che hanno bisogno degli adulti per capire che la prima cosa da fare è occuparsi dell’ordinario, facendolo in modo eccellente.

“Papà allora che posso fare per essere straordinario, imparo tutte le ricette a memoria?”

“No, passi il Folletto quando hai finito di sporcare senza che nessuno te lo dica”.

“E poi?”

“Sarai un bambino fantastico, uno di quelli che tutti i genitori desiderano, uno di quelli che pensa pulito”.

 

Il post è promosso da Folletto per la campagna #PensaPulito

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