I consiglio di Ciro Ortiz

Ciro Ortiz ha 11 anni e vive a New York.

E’ famoso perché da un po’ di tempo ha uno stand alla fermata della metropolitana Bedford sulla Linea L dove, per due dollari, dà consigli emozionali.

I genitori di Ciro, che lo accompagnano ogni volta, dicono che questa cosa è utile non solo per i clienti, ma soprattutto per suo figlio che avendo subito atti di bullismo a scuola, riesce ad essere, in questo modo, più sicuro di sé.

Perché la gente si ferma a raccontare ad un ragazzino i propri problemi, le indecisioni, le relazioni personali?

Perché con tanti bravi psicologi, scrittori di consigli, life coach e amici dal consiglio facile si ha bisogno di un ragazzino con cui parlare?

La mia risposta è che le persone cercano un pensiero pulito e solo i bambini ne possiedono uno.

A Ciro, come a tanti bambini della sua età, manca ancora quella struttura del pensiero tipica degli adulti, fatta di dietrologie, di delusioni, di paure, insomma di quelle cose per cui si diventa grandi.

Tocca andare fino a New York per parlare con Ciro?

Assolutamente no.

Siamo circondati da pensieri puliti…e anche da bambini.

Questo non significa doversi sfogare col primo bambino che ci capita a tiro, vomitandogli i nostri problemi o le nostre paure.

Questo non significa chiedere a nostro figlio come risolvere la relazione in crisi con la mamma o come fare se si ha un problema a lavoro. Non vi permettete di diventare confidenti con i vostri figli, neanche amici.

La storia di Ciro Ortiz ci dice che abbiamo bisogno di ascoltare chi ci parla in maniera semplice, senza sovrastrutture, chi ha in sé un pensiero pulito. Sicuramente i bambini ne sono portatori sani, quindi direi che, senza andare fino a New York, senza aver bisogno di sedersi ad un tavolino sotto la stazione di una metropolitana e soprattutto senza dover sborsare due euro, possiamo approfittare dei bambini che ci circondano a casa, a scuola, nello sport e in famiglia per poter ricevere un consiglio, un parola buona, un pensiero pulito.
E poi è pure gratis.

Il post è promosso da Folletto per la campagna #PensaPulito

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