Wonder il film: il regalo di Natale da non perdere

Fatevi regalo per Natale, andate al cinema a vedere il film Wonder. 

Vi avviso, si piange dall’inizio alla fine, ma sappiate che sono lacrime che lavano il cuore. 

Tratto dal libro “Wonder” di R.J. Palacio il film racconta la storia di Auggie che, nato con una rara malattia, si trova ad affrontare il mondo della scuola per la prima volta.

Chi sarà suo amico? Come sarà accettato dai compagni e dagli insegnanti? 

Non ve lo dico tranquilli, quello che posso dirvi invece è che alla prima a Roma ero 

con tutta la famiglia, perché questo è un film da vedere tutti insieme, è una riflessione sulla gentilezza, una lezione di due ore su come guardare il mondo e un atto di coraggio a cui ispirarsi ogni giorno. 

I miei figli non si sono distratti un attimo, Auggie è appassionato di Star Trek e Minecrafts, e poi il film di base ha un’ironia che spiazza. La cosa che credo li coinvolga è l’ambito scuola e il meccanismo di identificazione con il protagonista e i suoi amici.

I genitori poi, interpretati da Owen Wilson e Julia Roberts, sono veri, forti, commoventi, ironici ed è grazie a loro che Auggie non si tira indietro affrontando ogni cosa con coraggio. 

“Le tue azioni sono i tuoi monumenti” dice un precetto egiziano e nel film ogni personaggio compie una serie di azioni che lasciano il segno, nel bene e nel male. 

Un capitolo a parte merita lo sguardo sulla 

scuola con quelle aule fantastiche, per niente impersonali e ricche di oggetti che fanno venire voglia di andare a scuola tutti i giorni e magari di studiare anche, ma a fare la differenza è l’approccio del preside Tushman: ironico, profondo, bravo a instaurare una relazione significativa, intelligente e soprattutto capace di valorizzare la diversità. Sì, perché questo preside ha capito che la diversità per i suoi alunni è una ricchezza e non un limite.

Come recita la locandina del film “Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare” che è una vera rivoluzione perché oggi sempre più genitori, insegnanti, presidi, dirigenti e politici dicono: “Se non ti piace quello che vedi, reprimi, opprimi, sopprimi”. 

Mio figlio mi ha chiesto: “Auggie già mi manca, 

vorrei proprio sapere come sta, cosa sta facendo, come stanno i suoi amici e la sua famiglia”.

Io credo che in ognuno di noi ci sia un po’ di Auggie, per questo sarà facile rincontrarlo e sapere come se la cava. A noi resta solo il compito di scegliere la gentilezza perché quando incontriamo qualcuno non possiamo sapere che cosa gli stia accadendo nella vita.

 

P.S. L’attore che interpreta Auggie non ha una malformazione facciale, è tutta opera dei truccatori e lui è tremendamente bravo.

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