La famiglia di Muccino al cinema: A casa tutti bene

Lo sguardo di Gabriele Muccino sulla famiglia in “A casa tutti bene” non mi piace.

E’ vero, troppo facilmente diciamo che va “tutto bene”, ma dietro questa apparenza il regista ci vede solo asti, tradimenti, pesantezze, insuccessi, miserie, rimorsi, frustrazioni.
Sicuramente fanno parte della vita e non c’è famiglia che ne sia immune, ma la speranza non può essere contenuta solo in una coppia di adolescenti che si innamora e che forse farà la fine dei protagonisti.

La famiglia è una cosa tosta certo, ma è un luogo dove si alternano gioia, felicità, entusiasmo, nuovi progetti, soddisfazioni, fiducia.
Il sacrificio dell’amore non è un ossimoro, ma la bellezza di un gesto che lotta per la felicità sua e di chi gli sta a fianco.

Cosa salvo?
L’interpretazione di GianMarco Tognazzi e Sabrina Impacciatore, ma soprattutto il location manager: la villa dove è stato girato il film è da togliere il fiato. Il piano scordato, i pavimenti, i colori delle pareti, il giardino, i soprammobili mostrano che le crepe dovute al tempo che scorre non sono immuni dalla bellezza.

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