Mo ti spiego a papà cosa rappresenta il fasciatoio per me

Un pomeriggio d’Estate decidiamo che era arrivato il momento di andare a comprare la culla e il fasciatoio.
Eravamo emozionati nel scegliere i colori più carini o i modelli più comodi e funzionali.
Pensavo a quando la sera avrei rimboccato le coperte a quell’angioletto che dormiva o quando avrei rivestito quel batuffolino rosa rosa da riempire di baci.
Sono passati due anni e mezzo e calcolando che un bambino si cambia in media 6 o 7 volte al giorno per 365 giorni all’anno, moltiplicato per i due figli che ho, significa averlo fatto svariate volte (cifra che non mi interessa con precisione per non sapere quanto ho speso in pannolini, creme e altro). Fin qui tutto normale, anche se aggiungerei un po’ faticoso perchè i miei due gioielli hanno 16 mesi di differenza. Però qualcuno potrebbe dire: “Ti è piciuta la bicicletta?…e pedala o come dice mia madre “Chi si è fatt a fascina che se la strscina”.
Il problema però è che ogni volta l’operazione su indicata diventa una tragedia greca.
Per magia quell’ accogliente cassettone con i pomelli a forma di animaletti e la copertura con colori marini si trasforma in un tavolo delle torture.
Comincia l’esorcismo: il bambino (indifferentemente uno dei due) si contorce e inclina il capo all’indietro piangendo come lo stessimo ferendo con un coltello incandescente. Regolarmente si getta nel primo cassetto, per fortuna sempre aperto, che contiene tutto l’occorrente per cambiarlo.
Nel frattempo, quando tutto va bene, c’è una seconda persona che in tandem ti aiuta nell’operazione. Questo poveretto è intento a fare smorfie, cantare canzoncine, prendere giocattoli, dare bacini e altro ancora per distrarre l’indemoniato.(abbiamo provato anche con l’acqua santa delle bottigliette a forma di Madonna che si regalano al ritorno da Lourdes)
Quando pensi che si sia calmato, grazie ad una di queste sollecitazioni, è solo per fregarti perchè non appena allenti la presa delle gambe mentre cerchi di chiudere il pannolino, lui scalcia e tu devi ricominciare tutto da capo.
Ma vogliamo parlare quando il pannolino da cambiare è sporco di cacca? (da questo punto in poi la lettura è solo per chi è genitori. Eviterei ad un single desideroso di famiglia di continuare la lettura).
Con una mano mantieni il bambino, mentre con l’altra prendi le salviettine imbevute, poi sbottoni il body e apri il pannolino tenendo le due gambe strette tra una mano più sollevate possibile. Da questo momento in poi è solo fortuna perchè il bambino comincia a contorcersi e nella migliore delle ipotesi le tue dita affondano nella cacca, mentre una parte finisce sull’asciugamano o sulla copertura dai colori marini…e allora diventa tutto un mare di merda.


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