I bambini che inseguono la perfezione

Papà, io lo straccio questo foglio perché il disegno non è venuto bene”.Bambino e compiti scolastici

“Non c’è bisogno perché è un lavoro che hai fatto con le tue mani ed è bello lo stesso”.

“Papà, devo cancellare queste lettere dal quaderno perché non si fanno così”.

“Non importa, le altre le farai meglio. Mica in una pagina intera di B possono venire tutte come dici tu?”

“Papà, non voglio andare alla scuola-calcio perché non so giocare”.

“Non puoi pretendere di essere già un super calciatore. Bisogna passare per tanti allenamenti, errori e scontri”.

“Papà, ma come si fa a non sbagliare mai?

“Non è possibile, siamo nati imperfetti”.

“Ma io voglio fare le cose fatte bene”.

“Scusa, ma chi decide che una cosa sia svolta nel modo giusto?”

“Io lo so se la B é scritta come si deve o se ho giocato così bene che l’allenatore non mi può dire nulla”.

“Ma sei tu a stabilire che quel comportamento o quel gesto sia giusto, magari per un’altra persona non va bene”.

“L’importante é che vada bene per me”.

“Sì, certo, ma bisogna fare attenzione a capire qual é il grado che si vuole raggiungere. Questo non significa che devi fare le cose in fretta, senza attenzione o accontentandoti, ma devi sapere che ci sono diversi modi per svolgere una cosa o per mostrarsi agli altri, e possono andare anche tutti bene”.

“Però tu, a volte, dici che quella cosa che ho fatto non è perfetta”.

“Ora che sei piccolo ci saranno tanti adulti come papà, la maestra, l’allenatore che ti insegneranno quando una cosa é fatta bene o male, giusta o sbagliata, ma mai nessuno potrà dirti che quella é la perfezione. Poi via via imparerai a capirlo da solo. Tu continua a fare le cose con impegno e coscienza, rispettando gli altri e vedrai che ti sembreranno le migliori che tu abbia mai potuto fare”.

“Quando vedo che le cose non sono perfette mi innervosisco, mi sento come se dentro di me le cose non fossero in ordine”.

“Se ti innervosisci pensa che di sicuro ci sarà una persona nel mondo, che tu non conosci, per la quale il tuo disegno o il tuo compito sarà straordinario. L’importante è che la voglia di raggiungere la perfezione non sia una scusa per non agire né un buon motivo per restare immobili pensando che non ce la si potrà mai fare. Meglio una cosa iniziata, ma fatta male che una immaginata soltanto.

“Perfetto”.

“Ma ti ho detto che non esiste una cosa perfetta”.

“Uffa papà era per dire va bene, ho capito. Certo che sei pesante”.

“Voglio che nulla sia lasciato al caso e che tutto sia fatto bene, bene, bene”

P.S. A proposito non lo so se in questo post sono stato chiaro abbastanza. Nel caso non sia proprio perfetto lo riscrivo. Che dite? No perché ci tengo che le cose vengano bene.

1 comment

  1. ReplyAntonio

    …come a dire: “Purtroppo questa ansia di perfezione gliel’ho passata io!”.
    Complimenti per averlo ammesso (con la leggerezza di una battuta) e per le riflessioni a cui questa ammissione schiude…
    Antonio

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