O dici SI’ o dici NO, basta che non sia Però

Siamo tutti bravi a dire ad un bambino: “Hai fatto un disegno bellissimo” oppure “, mi piace questa cosa che hai scritto”.11 year old schoolboy in Year 6 in art class working on mask, primary school UK

Siamo bravi genitori anche quando diciamo: “No, questa cosa che hai fatto è sbagliata” oppure “Non va bene in questo modo”.

Ad un certo punto i bambini crescono e la voglia di insegnare loro come fare le cose diventa forte. E’ compito dei genitori guidare, aiutare, stimolare, ma odio le frasi dove dentro ci sia il Però. “Sei stato bravo, però…”, “Mi piace, però dovresti…” o ancora “Sì, però fai così”.

Però è una congiunzione avversativa. Ecco non nasconde niente di buono perché esprime opposizione, contrasto.

Se si fa finta di lodare il lavoro di una persona, ma poi si continua la frase usando questa congiunzione è come dire: “Sì, sei stato bravo, ma se segui il mio consiglio lo diventerai ancora di più”.

Nella mente di chi riceve sempre un Però si ramifica la convinzione che ha bisogno di qualcuno per raggiungere la vetta, che quello che fa necessita di correzione perché non ne fa mai una buona.

Non voglio dire certo che non bisogna correggere, ma noto come spesso questo comportamento sia solo un modo per affermare se stessi screditando gli altri. E’ un modo per dire al nostro interlocutore che il nostro consiglio prezioso apporta valore.

Ma quale valore? E’ solo una rottura sentirsi dire continuamente “…però se fai così” oppure “…però se aggiusti qui”.

Occhio a dispensare sempre consigli perché poi si corre il rischio di sentirsi infallibili.

Occhio ad avere questo atteggiamento con i figli perché c’è il rischio che abbiano bisogno sempre dell’approvazione di un’altra persona, di qualcuno che li completi. Il compito più difficile per un genitore è agire pensando che il figlio sia altro da sé, sia una persona diversa, con propri gusti, emozioni, sentimenti e capacità. 

La cosa più difficile per un genitore è mozzarsi la lingua quando sta per dire Però.

E tu che figlio vuoi? 

2 comments

  1. ReplyElisheba

    Io invece faccio la guerra al SE.
    Tipo “se riordini, poi dipingiamo”. Anziché “quando riordini, dipingiamo”. Trovo che il SE sia un ricatto. Mentre il QUANDO indica solo una connotazione temporale. Da oggi comunque riflettero’ sul PERÒ. Spesso dico “però potevi studiare meglio, scrivere meglio, però potevi stare più attenta”. Maria Montessori mi ripudierebbe.
    Grazie per la riflessione.


    1. Author
      ReplyFrancesco Uccello

      Maria Montessori prima di ripudiare te, cara Elisheba, ha molti altri da inseguire. Dormi tranquilla, al massimo ti apparirà in sogno. In quel caso giocati i numeri senza se e senza ma. A presto

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