Trasferiti a Ustica: dalla città all’isola selvaggia

Prendi una famiglia di città e trasferiscila su un’isola selvaggia. casa

Prendi un blogger e mettilo dove il 4G può essere la sigla per indicare i giorni di isolamento per il maltempo.

Non è un nuovo reality (ma ci stiamo lavorando), è la sfida di Mo te lo spiego a papà e della sua famiglia. 

Abbiamo deciso di lasciare la nostra casa, le nostre comodità e per qualche mese trasferirci a Ustica. 

Non è stato il desiderio di una vacanza lunga, ma la voglia di rallentare. 

Sappiamo che si andrà incontro alla ricerca di nuovi equilibri. Ci sarà chi vorrà giocare tutto il giorno, chi vorrà andare al mare, chi dovrà lavorare; tutto da fare nello stesso posto. 

A questo si aggiunge che la nuova casa, per quanto bella, non è la nostra casa, quella dove trovi sempre un angolo per rifugiarti, quella che ti da sicurezza perché sai cosa c’è nei cassetti, quella che ha i tuoi odori. 

Come è possibile che anche i rumori fastidiosi dei clacson delle auto o le urla dei vicini ti diano sicurezza?

Sono i luoghi, le abitudini, i nostri riti a farci sentire protetti, anche quelle azioni che compiamo alla velocità della luce sono rassicuranti.

Qui a Ustica l’orizzonte non è una linea retta ma un cerchio che ti avvolge. 

Siamo venuti perché vorremmo che la nostra famiglia diventi un’isola capace di frangere i flutti, di accogliere i turisti, di stare da sola. 

Siamo venuti perché la bellezza di Ustica è nei suoi fondali e anche noi dobbiamo scoprire i nostri. 

Oggi è il primo giorno vero, dopo uno e mezzo di viaggio. Oggi è il giorno in cui vorremmo fuggire. 

Io mi sento come se fossi troppo lontano dalle cose del lavoro, i bambini sono agitati perché gli mancano i nonni, perché non hanno le loro cose, MPS (Mia Principessa Stefania) sa che dovrà reinventarsi visto che non lavorerà per tutto il tempo. 

E’ difficile far abbassare il battito del cuore, rallentare i pensieri, non correre tra i tanti impegni dei bambini che riempiono il pomeriggio. 

E’ strano sapere che non andrai al cinema fino a Settembre, che non passeggerai al fresco condizionato di un centro commerciale, che non entrerai in libreria per scegliere le nuove uscite di Luglio o che se devi fare un salto a Roma o a Milano per lavoro tutto dipenderà dalle condizioni del mare. 

Qui tra turisti, ormeggiatori e usticesi l’argomento cardine è il tempo e l’influsso che ha sulla vita dell’isola: arriverà la nave, partirà l’aliscafo, ci sarà tramontana o scirocco, si potrà fare immersione allo Scoglio del Medico?

E’ presto per sapere se questa scelta sarà stata una vittoria o un azzardo. 

Per ora il nostro mare è agitato, speriamo nella bonaccia. 

P.S. Per tutti quelli che Beato te ( che a Napoli si trasforma in “L’uocchie so’ peggio d’e scuppettate) volevo dirvi che DA1 ha la febbre alta da quando siamo partiti. Ora potete anche distogliere lo sguardo da noi. Grazie 

P.S. 2 Per farvi avere idea ho iniziato a caricare il post alle ore 15 e tra foto, gallery e correzioni da salvare è passata un’ora e mezza. Che la forza della Fibra sia con me!

4 comments

  1. Replypasquale

    Sono passate solo 48 ore e non riesco a rassegnarmi per la mancanza di una parte della mia famiglia, ma in particolare dei miei due tesori. Pensare che il mio erede ha la febbre mi fa impazzire. cmq buone farei da Pasquale e Rita

  2. ReplyPasquale

    Hai ragione “L’uocchie so’ peggio d’e scuppettate“. A chi mi chiede dove vai in vacanza rispondo “Resto a casa” risposta “E fai bene”..


    1. Author
      ReplyFrancesco Uccello

      Grande Pasquale. Che poi quello che dice E fai bene non si sa se lo dice per pietà o per cazzimma

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