Ustica: chi cerca trova

“Papà ci sono i lupi a Ustica?”Porto di ustica

“Morirebbero di solitudine”.

Noi intanto moriamo alla ricerca di qualche canale digitale, andrebbe bene anche uno dove fa solo Peppa Pig, magari in versione marina, una cosa tipo Peppa Sub.

Mentre i bambini soffrono per l’assenza di cartoni, io mi affanno alla ricerca di Megabyte. Abitiamo in una zona detta Arso: ora capisco il motivo. Mi aggiro tra le campagne e il paese come un rabdomante alla ricerca della sorgente d’acqua.

MPS è contenta: ha trovato Viviana l’estetista, una vera professionista (fa anche rima), ha conosciuto Lia e Mariuccia per sapere tutto su ciò che accade sull’isola e ha scoperto il Kiki’s bar e il Carpe diem per l’aperitivo perfetto con nuove amiche.

A Ustica chi cerca trova, ma occorre saperlo fare.

Mentre giriamo DA1 e DA2 vanno a caccia di bambini con cui giocare a calcio. Appena ne vedono uno tirano fuori il pallone e iniziano a palleggiare tra loro in modo che il bambino di turno abbocchi. Per ora la pesca sta andando bene, anzi il pomeriggio hanno trovato due fratelli, figli di Altamarea (uno dei diving dell’isola) che venendo da Palermo sono anche loro assetati di calcio. 

Le zanzare invece hanno trovato noi. In campagna si sa che ci sono gli insetti, ma gli sciami che ci assalgono sembrano quasi che ci stessero aspettando. 

La famiglia, a parte me, ha trovato una spiaggia accogliente: l’acquario. Se si chiama così un motivo ci sarà. Non è perché in quel punto il mare è pieno di pesci o vegetazione, qui ovunque è così, ma perché tanti anni fa c’era proprio un acquario da visitare. Poi qualcosa è andato storto, qui capita tra Comune, Regione, Area marina protetta e Azienda provinciale del turismo che qualcosa si inceppi. Conosco l’isola dal 1999 e ho la sensazione che “mentre il medico studia il malato se ne muore“. 

Io ho ritrovato gli amici che avevo, quelli con cui ho trascorso tante serate, ma soprattutto Sergio Campolo il mio compagno di immersione, quello che mi ha passato uno dei suoi erogatori un giorno che durante una nostra immersione a -60 mt in fase di decompressione avevo finito l’area. Beh sono cose che non si dimenticano. Ho ritrovato anche il modo per correre, certo non è facile farlo tra il rumore delle onde del mare, i grilli che saltano e il profumo di finocchio selvatico 

Pian piano tutti stiamo trovando la nostra dimensione, il nostro ridosso. Sì, perché la fortuna di stare su un’isola è che a mare trovi sempre un luogo ridossato, quello che ti preserva dal mare agitato che c’è in altri punti.

Non vi dico poi cosa si può trovare immergendosi, ma questo alla prossima puntata. 

P.S. Ho ritrovato anche tutti i sapori della Sicilia e dell’isola grazie a Martina e al suo ristorante Carruba e Cannella. 

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