Quando i bambini sognano i mostri

“Mamma, ma se una persona si ferisce ad un braccio e si stacca e gli mettono un bracciBambino ingessatoo finto, poi quello tagliato dove lo mettono?” ha chiesto mio figlio qualche giorno fa.

DA2 in questo periodo ha paura di perdere il braccio.

Per 40 giorni ha portato il gesso e tra il dolore iniziale della frattura e la colonna che gli avvolgeva il braccio ha pensato di non poterlo usare più. A dargli il colpo di grazia è stato il dottore che il giorno del controllo per poter togliere il gesso si è avvicinato a lui con una specie di sega circolare rumorosa. E’ stato in quel momento che ha pensato di perdere un braccio per sempre ed è per questo che ha iniziato a fare domande strane sugli arti e sulla fine che fanno quando cadono. 

La realtà ha superato anche qualcuna delle scene cruenti che ogni tanto passano in tv nonostante l’orario protetto. 

E’ la realtà ad avergli fatto un brutto scherzo ed è per questo che sono più preoccupato perché essa genera mostri che ci si può portare dentro per tutta la vita. 

Il film di animazione Monsters & Co ci insegna però che quei mostri possono generare grandi risate per ricavarne energia che alimenta la vita. 

Mi sa che è tempo di iniziare la terapia della risata, di quella che spazza via le paure. 

Mi sa che questa è una cosa che tocca a me. 

Usare l’ilarità come cura non è una cosa che mi riesce bene, sia perché si tratta di mio figlio sia perché so che dall’altra parte c’è qualcuno che soffre veramente. 

Sarebbe stato più facile prendermi il suo dolore, come ogni genitore vorrebbe che accadesse quando un figlio sta male. 

I figli però ti devono mettere sempre alla prova non c’è niente da fare. 

Un papà è lì per sconfiggere i mostri, per allontanarli.

Mi sa che mi tocca. 

E’ arrivata la vostra ora mostri cattivi, scappate che sto arrivando. Lasciate in pace il mio bambino. 

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