Hai visto i buoni auspici?

guardare con papà«Papà hai visto ho messo in ordine la stanza, non ho litigato con mio fratello e ho dato un bacio pure a quella amica della nonna che è venuta a casa».
«Speriamo che siano tutti segni di buon auspicio».
«Che significa?»
«Nell’antica Roma era l’osservazione del volo degli uccelli o di altri segni divini come i fulmini e i tuoni ad opera degli auspici, una specie di sacerdoti, che in questo modo ricavavano i presagi, cioè dei preavvisi sugli eventi futuri».
«Ma io non volo».
«No, ma queste azioni di inizio anno mi fanno ben sperare».
«Ma ci sono pure i cattivi auspici?»
«Beh sì, ci possono essere una serie di segni negativi che non fanno sperare niente di buono, ma noi ci auguriamo, fiduciosi, la realizzazione di quanto desideriamo».
«Io spero allora di avere tanti giochi, di essere promosso, di andare al mare per tre mesi e di mangiare tante patatine fritte».
«Per questo ultima cosa sicuramente ci sarà un segno di unto».

Iniziare bene un anno, un progetto, un lavoro, un’avventura non può che giovare alla sua realizzazione. Mi piace far scorgere ai miei figli quei segnali, anche minimi, che possono aumentare la loro autostima facendogli intravedere un futuro positivo.

Uso l’espressione «Hai visto…» non con il tono di chi già sapeva come sarebbe andata a finire, ma di chi orienta lo sguardo verso un segnale incoraggiante. Che bello poter dire: «Hai visto, a papà, che ce la puoi fare».
Ognuno di noi è sacerdote del mondo, capace di individuare i buoni auspici, di interpretare un evento come un segno favorevole.

Visto che questa pratica è così opinabile allora tanto vale concentrarsi ad individuare solo il meglio per noi e per chi ci sta a fianco.
Per questo nuovo anno che è iniziato da pochissimo auguro a tutti di riuscire a vedere solo buoni auspici perché a quel punto il passo per la loro realizzazione è breve.

«Papà allora se vedo una mamma che ha la pancia grande è di buono auspicio?»
«Sì, potrebbe nascere un bambino».
«Se la pancia ce l’ha il papà?»
«Sarà solo il segno delle feste passate».

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