5 segreti sulle gambe dei bambini

“Papà, fa molto caldo possiamo mettere i pantaloni corti?”
“Ma non è mica estate”.
“Ma questi pantaloni si attaccano alle gambe”.
“Su questo hai ragione, ma forse è il caso di usare prima pantaloni più leggeri”.
“Così le gambe non sudano”.
“E soprattutto non si sbucciano ancora”.
“E mica sono come le patate?”
“Forse no, ma voi cadete come pere”.

Questa volta si parla di GAMBE se non si era capito.

1) Il fasciatoio mette in moto le gambe.
Un neonato trascorre molto tempo immobile, fermo nel passeggino o nella culla. Ogni tanto muove le mani e la testa. 
Poi arriva il momento del cambio del pannolino e come per magia, non appena lo appoggi sul fasciatoio, comincia a scalciare come fosse un puledro impazzito.
Il papà neofita si avvilisce di fronte a tale scena e trova subito la scusa per non cambiarlo più. Per essere preparati e prevenire litigi dovuti alla divisione dei compiti vi do un consiglio semplice: tenete entrambe le gambe del bambino posseduto in una sola mano, come fosse un pollo di quelli che i macellai appendono. L’altra mano vi servirà per le operazioni di pulizia. 
Attenzione però a quella che volgarmente viene detta terza gamba (per i più fortunati) perché, avendo entrambe le mani occupate, non perderà occasione per benedirvi.

2) Le gambe storte non sono un problema almeno che non debba sfilare
DA2, il mio secondogenito, ha iniziato a camminare molto presto e ad un tratto ci siamo accorti che aveva le gambe arcuate, cioè storte.
I consigli su cosa fare si sono sprecati: “Non farlo ballare sulle gambe”, “Usa scarpe con la suola rigida”, “Massaggialo con l’olio di cocco”, “Fallo correre sulla spiaggia”.
Ma io questa cosa la facevo quando avevo il cane, vale anche per i bambini?
Sicuramente il consiglio di uno specialista aiuta, ma quelli che conserverò nel cuore sono di chi mi disse: “Che ti importa, mica deve mettere la gonna o deve sfilare? In ogni caso i pantaloni a palazzo sono il rimedio giusto”.

3) Che ricordi quei segni sulle gambe. 
Il ricordo della propria infanzia sarà più chiaro quanto più grandi saranno i segni sulle gambe. Chi non ha una cicatrice sul ginocchio? 
E’ bello quando sei adulto raccontare alla propria fidanzata di quella volta che ti sei fatto male cadendo da un muro alto dieci metri (più passano gli anni e più il muro diventa alto) o di quando ti sei tagliato e per poco non ti hanno amputato la coscia destra. 
Non vedo l’ora di sentire DA2, sempre lui, raccontare di quando si è tagliato all’età di tre anni il ginocchio su un vetro mattone e ha dovuto mettere dieci punti di sutura senza anestesia. Questo sì che è un ricordo. E chi se lo scorda più, a me tremavano le gambe sentendo le sue urla.

4) Chi si ama si tiene sulle gambe.
Ogni volta che uno dei miei figli si siede sulle gambe mi da la sensazione di una ricarica. E’ come quando metti il cordless sulla base perché è scarico. La cosa bella però è che ci si ricarica a vicenda visto che è un modo per coccolarsi o sentirsi protetto. Io non terrei sulle mie gambe qualcuno che non amo o qualcuno di cui non voglio sopportare il peso. E tu?

5) Bambini in gamba.
Il complimento che vorrei mi facessero sui figli è che sono in gamba.
Per questo occorre una fatica da maratoneta. Quelli sì che hanno gambe solide e resistenti. In fondo cosa si chiede ad un genitore se non la forza e la pazienza di una prova che non finisce mai.
Attenzione non è che essere in gamba sta al pari di simpatico perché quella è un’altra cosa. 
“Papà, sono in gamba?”
“Certo”.
“Ma una sola gamba?”
“No, tutte e due”.
“Allora sono in gamba gamba”.
(Davvero in gamba come il padre questi bambini)

P.S. Un giorno ho conosciuto una ragazza che aveva due gambe lunghe, con i tacchi poi non vi dico. Sembrava sfilasse ogni volta che faceva un passo. Le gonne ne esaltavano la forma e al tatto erano lisce come seta. Sono passati circa 17 anni e quelle gambe sono ancora così…senza neanche un pelo.

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