Laura e Beppe smettetela a papà!

“Attento a papà a quello che dici. Non ti permettere più di usare queste espressioni con una tua amica”.
“Papà, ma quella mi fa un sacco di dispetti”.
“Sì, ma tu hai chiesto: Cosa faresti nella cameretta da solo con lei?

“Così impara”.
“In questo modo non impara proprio niente. Fai solo la figura del maschietto che non sapendo cosa rispondere si sfoga con insulti di genere”.
“Papà, in genere io non ghigliottino nessuno”.
“Comunque parlavo di differenza maschio-femmina”.
“Lei come femmina è proprio brutta”.
“Ma non è che puoi appellarti alla bellezza o a come userebbe le sue forme con gli altri maschi”.
“E’ falsa”.
“Magari hai pure ragione, ma passi dalla parte del torto se usi questo linguaggio”.
“Quando giochiamo prima dice una cosa e poi ne dice un’altra”.
“Ho capito, ma anziché istigare gli altri amichetti a offenderla su una cosa che non c’entra provala a mettere davanti al fatto compiuto”.
“Lei mi offende con il suo comportamento”.
“E tu dille che è una bugiarda oppure che è scorretta, ma non trascendere. Che cosa c’entra la sua coerenza con il fatto che sia femmina?”
“Devo trovare un modo per farla sentire male come lei fa con me”.
“Ma lei dice in giro che tu hai il pisello piccolo?”
“No”
“E allora perché dite che ha un sacco di fidanzati?”
“Così quella si offende”.
“Certo, ma non per una cosa vera”.
“Però queste cose non le ho dette io. Ognuno è libero di esprimersi come vuole o no?”
“Non fare il furbetto con me. Sai bene che se chiedi una cosa dal doppio senso avrai risposte sullo stesso tono”.
“Va bene, adesso dico ai miei amici di non dire più quelle cose”.
“Ma ora è tardi perché sono state già dette”.
“E come faccio a farle capire che sbaglia”.
“Facendo l’uomo…ma non primitivo altrimenti che ti mando a fare a scuola”. 

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